Teatri in mostra: i De Filippo @ Castel dell’Ovo

Castel dell’Ovo di Napoli, dal 28 ottobre 2018 al 24 marzo 2019, ha ospitato una mostra dedicata all’arte dei fratelli napoletani che hanno rivoluzionato il teatro dialettale partenopeo, grazie a un’iniziativa ammirevole del Comune di Napoli.

 

Articolo di Giovanni Montella

 

«Fare teatro sul serio significa sacrificare una vita», diceva Eduardo De Filippo nella sua ultima apparizione pubblica a Taormina il 15 settembre 1984, un mese prima della sua morte; quel suo ultimo ma prezioso discorso fu un vero e proprio testamento a cielo aperto per tutti coloro che credono nel teatro, che in questi mesi è stato possibile ammirare a Castel dell’Ovo, grazie a una prestigiosa iniziativa del Comune di Napoli, in collaborazione con la famiglia dell’indimenticabile attore napoletano. La mostra, dal titolo I De Filippo – Il mestiere della scena, visitabile dal 28 ottobre 2018 al 24 marzo 2019 in uno dei luoghi-simbolo partenopei, ripercorre tutto il vissuto artistico dei fratelli De Filippo Titina, Eduardo e Peppino –  tra teatro, letteratura e cinema. Ogni spazio del castello costituisce una tappa importante per la visita; tra i più suggestivi, quello riservato ai ferri del mestiere, nel quale ci si può addentrare tra copioni, scenografie, costumi, maschere, trucchi realmente utilizzati dalla Compagnia di Eduardo per le rappresentazioni, da Sik Sik – L’artefice magico a Gli esami non finiscono mai. Di grande fascino la sala dedicata alle poesie di Eduardo, recitate da grandi attori, tra i quali Luca Zingaretti, Vincenzo Salemme, Toni Servillo, Silvio Orlando, Angelica D’Ippolito, Lina Sastri e Isa Danieli.

Nell’archivio contenente i ricordi della famiglia sono presenti foto, locandine, manifesti, lettere scritte di loro pugno, ledwall che proiettano film e commedie che li vede protagonisti, documenti che testimoniano la grande amicizia con altri attori del tempo, tra cui Totò, o che ricordano il grande impegno di Eduardo nel sociale, come ad esempio il suo operato in Senato, il suo aiuto ai ragazzi di Nisida e le sue lezioni tenute all’Università di Roma Sapienza. Ampi spazi sono dedicati anche ad altri componenti della famiglia, dal capostipite, Eduardo Scarpetta, ai discendenti Luca, figlio di Eduardo, e Luigi, figlio di Peppino.

Ogni tappa rievoca una gloriosa vita dedicata al mondo dello spettacolo, in particolar modo a quello del teatro, di una famiglia che ha lasciato un patrimonio culturale inestimabile che, dal popolo napoletano e non solo, non sarà mai dimenticato.

1 commento

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