Per fare il teatro che ho sognato @ Over – Emergenze Teatrali: Lucrezia Coletti e Sandra Lucentini

Martedì 7 maggio 2019, all’interno del progetto Per fare il teatro che ho sognato, gli studenti dell’Università di Roma Sapienza hanno incontrato le creatrici dello spettacolo Di mostri benedetti, ospitato dalla rassegna Over – Emergenze Teatrali. Aiuto regia e testo sono di Sandra Lucentini, la regia è di Lucrezia Coletti, anche unica attrice in scena, mentre il disegno luci è di Mirco Maria Coletti. Lo spettacolo è stato realizzato con il sostegno produttivo di Argot Produzioni, ed è andato in scena al Teatro Argot Studio il 12 maggio, in chiusura della rassegna.

Articolo di Lorenzo Bitetti

L’incontro si è svolto a Zalib, una realtà di Trastevere che ha sostenuto l’iniziativa e ospitando alcuni degli incontri del progetto. Lucrezia Coletti, figlia di Mirco Maria Coletti, disegnatore luci, è nata in teatro e ha seguito le orme del padre fino all’adolescenza. Al termine della scuola superiore, ha intrapreso gli studi teatrali come allieva-attrice presso l’Accademia Teatrale di Roma Sofia Amedola. Il metodo di insegnamento dell’accademia consiste essenzialmente nell’approcciare vari metodi senza mai calcarne uno in particolare. Inoltre, l’accademia permette ai suoi studenti di intraprendere esperienza formative e professionali all’estero, cosa che ha permesso a Coletti di confrontarsi col teatro contemporaneo polacco, di partecipare al Vilnius Festival, in Lituania, e di avvicinarsi al mondo teatrale di Egitto e Marocco.

Sandra Lucentini si è laureata in filosofia, si occupa principalmente di marketing, ma al contempo scrive e pubblica poesie. Ha specificato di non aver scritto il testo Di mostri benedetti intenzionalmente per il teatro, e soprattutto di non aver mai impiegato il mestiere della scrittura su commissione, ma solo per necessità personale, in occasione di un’urgenza personale emotiva. Anche lei è cresciuta in teatro, ma dal lato della platea.

Questa la passione comune che le ha fatte incontrare: andare a teatro. Lo spettacolo che consente loro di confrontarsi per la prima volta è 4.48 Psychosis, testo di Sarah Kane, messo in scena da Elena Arvigo proprio al Teatro Argot Studio. Non è l’incontro a teatro che le mette in comunicazione, ma un post su Facebook di commento allo spettacolo. Le due iniziano allora a coltivare uno scambio amichevole, fin quando, senza particolari aspettative, Lucentini fa leggere il testo a Coletti. L’autrice, dubbiosa sull’elaborato, lo presenta come uno scritto destinato a rimanere solo un file nell’archivio del computer; ma l’attrice non fatica a intravedervi tutte le caratteristiche di un monologo prettamente teatrale.

Le due ragazze raccontano del lavoro sullo spettacolo come un parto, sofferto, ma curato con premura. Importante nella preparazione è stata una residenza delle due in Abruzzo. Qui nasce e viene effettivamente montato lo spettacolo. Coletti racconta anche la difficoltà di farsi un’autoregia e per questo l’importanza dell’occhio esterno di Lucentini. Alla luce dei fatti, risulta difficile, dicono, rispondere alla domanda «Qual è la vostra poetica?». Non ne possiedono una. O meglio, si tratta di una poetica che nasce proprio dall’incontro tra due punti di vista differenti. È una collaborazione basata su una poetica inconsapevole e spontanea.

Quanto al futuro, non sembrano esserci progetti di collaborazione già avviati. La scrittrice si considera disponibile a scrivere per il teatro, a patto che la produzione possa rimanere spontanea, libera e personale, senza dover rispettare termini e tempi ristretti. L’attrice si mostra contenta del lavoro svolto, ma afferma coscienziosamente che sia troppo presto per immaginare collaborazioni future.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, Lucentini si mantiene principalmente lavorando nel campo del marketing. Coletti conferma la crisi che colpisce il mondo dello spettacolo e soprattutto le difficoltà che un attore si trova ad affrontare quotidianamente. Riesce comunque a mantenersi svolgendo esclusivamente attività legate al mestiere per cui si è formata, tenendo un laboratorio teatrale al Teatro Argot Studio, seguendo il progetto ZappAttori e cogliendo di tanto in tanto collaborazioni con produzioni cinematografiche o televisive.

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