«Sei stato bravo a resistere. Fai così. Sbaglia sempre per conto tuo» DNAppunti coreografici 2019

Ultimi giorni di ottobre per gli appuntamenti di danza della 34esima edizione del Romaeuropa Festival, che nella giornata di mercoledì 30 ha visto in scena gli artisti William Forsythe col suo A quiet evening of dance al Teatro Olimpico, Enzo Cosimi con Forse c’è abbastanza cielo su queste pareti, spettacolo itinerante nell’ex Mattaoio, affianco a DNAppunti coreografici, spazio che la manifestazione riserva a quattro proposte inedite di ricerca coreografica, all’interno del Teatro 2 del complesso di padiglioni di Testaccio.

DNAppunti coreografici è uno dei focus proposti dal REf per dare spazio alla nuova danza d’autore dei giovani artisti emergenti, con la promozione e il sostegno del Centro Nazionale di produzione Firenze – Compagnia Virgilio Sieni, Operaestate Festival/CSC Centro per la scena contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di Residenza Emilia-Romagna, Fondazione Romaeuropa, Gender Bender Festival di Bologna e Triennale Teatro dell’Arte di Milano. Danzatori e compagnie Under 35, precedentemente selezionati per accedere alla serata finale del 30 ottobre, mettono in campo la loro ricerca di fronte a una giuria di esperti – composta da John Ashford (direttore del network «Aerowaves»), Valentina Tibaldi (responsabile del progetto Residenze Coreografiche Lavanderia a Vapore) e Salvo Lombardo (performer, coreografo e direttore artistico della Compagnia Chiasma) – che ha il compito di individuare, fra i progetti inediti, le scelte più coraggiose rispetto alle consuetudini del panorama artistico e le drammaturgie in sperimentazione all’interno di lavori con un forte potenziale di sviluppo. Nel Teatro 2 degli spazi dell’ex Mattatoio di Testaccio, i semifinalisti hanno presentato una breve proposta dei loro progetti coreografici, per mostrare un percorso in studio da ampliare, in caso di vittoria, attraverso residenze creative itineranti e risorse economiche a sostegno della ricerca.

Fra i semifinalisti di quest’anno Matteo Marchesi con Run(a)way, Maya Oliva con Bolero, Gianfrancesco Giannini con Cloud e il Collettivo M_I_N_E con Venus – esercizi per un manifesto poetico, vincitori di questa edizione.

Coronazione dell’incontro umano e artistico di cinque professionisti eterogenei, il Collettivo M_I_N_E nasce dalla volontà di Francesco Saverio Cavaliere, Fabio Novembrini, Siro Guglielmi, Roberta Racis e Silvia Sisto, di cui Venus – esercizi per un manifesto poetico è l’atto di fondazione.  

In collaborazione col compositore Samuele Cestola e la dramaturg Gaia Clotilde Chernetich, i performer, tutti coautori, riescono a improntare sulla scena le tracce di sviluppo della loro collaborazione: una identità plurale, in dialogo costante, forte per l’intesa e chiara per la passione che li unisce. Un procedimento olistico in cui l’uno e l’insieme si fondono e si distaccano, incombendo nel ritmo, incalzando dentro al movimento ed eccedendo nella misura dei corpi, contaminati e contagiati a vicenda come un entanglement coreografico. Risultato delle precise scelte artistico-estetiche del Collettivo: non una ricerca sulla danza o sul movimento, ma sull’energia prossemica dei corpi, che si rafforzano nella loro volontà di danzare e creare insieme; non una chiusura in qualche gabbia estetica, ma una scelta in contrasto con un panorama che li vorrebbe separati, esecutori e prestanti, isolati come “monadi danzanti”. Loro invece, come mine vaganti, sono pronti ad esplodere e, attraverso questo atto fondativo, danno prova di saper calibrare precisamente un percorso stimolante fino al giusto punto di conflagrazione. Caricandosi nella reiterazione e nel gusto di smontarla, addensano la potenza di ogni movimento sfidando lo spazio, incidendo con una presenza emotiva che sconfina nella leggerezza e che conferma la possibilità di poter dar vita a un corpo unico alimentato delle peculiarità di ognuno.

Come dichiarazione d’intenti il Manifesto poetico presentato da M_I_N_E, con un sapore tutto old fashioned, riporta a galla una tendenza artistica che proprio nel segno di un sentire comune trasmette la sua forza. Essere collettivi, partire da un’urgenza condivisa e reagire a un’emergenza che si può superare insieme, in netto contrasto con un panorama sempre più teso a un individualismo standardizzato. Una riprova di speranza che vede la danza, ancora una volta, come massima espressione dell’incontro fra corpi e che, lontano da ogni prospettiva di omologazione, porta a riscoprire la bellezza e il gusto di farcela insieme.

Nel celebre film di Ferzan Özpetek Mine vaganti (2010) il personaggio da Ilaria Occhini afferma: «Sei stato bravo a resistere. Fai così. Sbaglia sempre per conto tuo», con l’augurio che il Collettivo M_I_N_E, con resistenza, ribellione, passione e coraggio, prosegua la ricerca inaugurata dal loro dirompente Manifesto.

Segue il Manifesto poetico, per chi non ha potuto vederlo:

Pratichiamo la poetica del corpo, il movimento, la libertà creativa, l’intuizione, l’immaginazione al di fuori di ogni preoccupazione estetica, nuove spazialità, la multidimensionalità di genere. Danziamo la pura astrazione e il puro realismo, la massima negazione dell’oggettivo e la sua massima affermazione, la materializzazione di suoni interiori ed esteriori,180 bpm, chemical beat, glam rock, noise, progressive, pop, musica classica, il silenzio. Non disdegniamo l’esplorazione della fenomenologia delle emozioni, la trascendenza poetica, le iconografie fantasiose, l’onirico, il gioco disinteressato, le costruzioni geometriche, le forme riconoscibili, l’inquietudine, l’erotica del corpo, le prospettive molteplici, le conclusioni provvisorie, il nonsense, il divertimento, un atteggiamento ironico e caustico. Rinunciamo agli approcci unicamente intellettuali, alle identità definite, all’autoreferenzialità, ai ready made, alle riproduzioni bidimensionali. Scegliamo di presentare e di non rappresentare, di esplorare mezzi, tecniche di realizzazione, contro-egemonie, di sfuggire all’utilitarismo.

M_I_N_E

VENUS_ESERCIZI PER UN MANIFESTO POETICO

coreografia e performance: Siro Guglielmi, Francesco Saverio Cavaliere, Fabio Novembrini, Roberta Racis, Silvia Sisto

produzione: Associazione Culturale Zebra / ZebraCulturalZoo

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