La nuova armata dei Persiani. Gli studenti de La Sapienza trovano il senso della comunità nella tragedia eschilea

La grande tragedia classica all’Università di Roma La Sapienza con la comunità studentesca de I persiani di Eschilo. Alcuni degli studenti del Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo, dopo aver preso parte al laboratorio di messa in scena diretto da Annarita Colucci nei mesi di novembre e dicembre 2019, all’interno del progetto Per fare il teatro che ho sognato – GUT diretto da Stefano Locatelli, si sono esibiti al Teatro Basilica e nella sede universitaria delle Ex-poste – Edificio Marco Polo.

Oltre ad essersi resi protagonisti, con coraggio e determinazione, di una delle più antiche tragedie di sempre, i ragazzie le ragazze, secondo quanto previsto dal laboratorio, si sono anche occupati in prima persona dell’allestimento dello spazio scenico, montando le luci e posizionando i pochi ma essenziali oggetti di scena, in modo tale da avvicinarsi il più possibile alle dinamiche in cui una qualsiasi compagnia teatrale è normalmente coinvolta. A impreziosire ancor più la loro prestazione, oltre a un ottimo livello di intensità drammaturgica mantenuto costante per tutta la durata della rappresentazione, è stato il fatto che questo gruppo abbia scelto per la sua prima esperienza teatrale un’opera corale come I Persiani, quasi a voler celebrare la loro nuova felice formazione e più in generale l’intera comunità studentesca de La Sapienza. Con una tragedia che, come suggerisce il titolo, ha come unico vero protagonista il coro della popolazione persiana in attesa del ritorno del re Serse e dei suoi uomini dalla guerra contro i Greci, i ragazzi e le ragazze hanno riportato in scena con passione e umiltà quei valori di pietà e misericordia alla base del testo eschileo, servendosi delle musiche per rileggerli con uno spirito più contemporaneo e vicino alla propria sensibilità.

Al termine della replica presso le Ex-poste, dopo un’allegra e disinibita danza finale che ha coinvolto tutti quanti, attori e spettatori, ribadendo il forte senso di collettività dell’intero progetto, la regista Annarita Colucci si è dichiarata molto soddisfatta del lavoro svolto con gli studenti, lanciando anche un appello a nuovi futuri componenti e facendo così capire che il progetto proseguirà e crescerà, magari fino alla nascita di un Festival di Teatro Universitario de La Sapienza.

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