I pretendenti di Lagarce: la claustrofobia della parola

Prendere diciassette attori e costringerli tutti quanti in un’angusta scena di soli nove metri quadri, facendo delle loro interpretazioni un’unica spasmodica ricerca di autocontrollo. È questo l’ultimo esperimento di Valentino Villa, regista de I pretendenti di Jean-Luc Lagarce, spettacolo-saggio del III anno del corso di recitazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, andato in scena dal 4 al 9 febbraio al Teatro Studio Eleonora Duse.

Nel testo del noto drammaturgo francese si assiste alla riunione di un’associazione culturale chiamata a un cambio di direzione, la quale finisce presto col trasformarsi in una strampalata mostra delle ipocrisie della società contemporanea, dove conversazioni asfittiche cedono il passo a sintomatici risolini. Quasi costretti all’immobilità dalla claustrofobica piattaforma scenica voluta da Villa, affiancata ai lati da due stretti corridoi o intercapedini che bene rappresentano il passaggio dalla dimensione pubblica a quella privata dell’individuo, gli attori danno contezza dei propri personaggi attraverso pose più che contenute, nevrotiche, nonché attraverso un’ottima padronanza del mezzo vocale. E questo in una messinscena che condanna la parola in quanto strumento di sopraffazione del prossimo, arrivando addirittura a far sovrapporre fra di loro le voci dei suoi stessi interpreti o lasciandoli soccombere al rumore di certi silenzi. Come ha osservato lo stesso regista: «Più si è vicini al chiacchiericcio costante, formale e cordiale dei protagonisti di questa storia più si riesce a sollevare il velo che nasconde la violenza dei giochi di potere e dell’insopprimibile istinto di sopravvivenza».

Dunque uno spettacolo che, ricco di eccentrici e colorati tableaux vivants, offre allo spettatore la rischiosa possibilità di specchiarsi, di riconoscersi in uno dei tanti personaggi archetipici che popolano il testo di Lagarce. È a tal proposito significativo il fatto che i giovani attori, pur avendo condiviso tutti insieme diversi momenti della preparazione, siano stati divisi in due gruppi distinti, ciascuno dei quali impegnato nell’allestimento del medesimo spettacolo. Come ci ha raccontato l’allieva Adele Cammarata, tutto ciò ha dato a ognuno di loro la possibilità di ragionare più a fondo sul proprio personaggio, grazie  all’interpretazione che di quello stesso personaggio veniva proposta da un/a compagno/a di corso. Una pratica che insomma li ha visti attori e spettatori dello stesso dramma, facendo sì che le due differenti esperienze andassero a influenzarsi a vicenda.

I PRETENDENTI

di Jean-Luc Lagarce

Regia Valentino Villa

Traduzione e adattamento Gioia Costa

Interpreti Andrea Dante Benazzo, Cecilia Bertozzi, Anna Bisciari, Ciro Borrelli, Adele Cammarata, Lorenzo Ciambrelli, Anastasia Doaga, Marco Fanizzi, Federico Fiocchetti, Carlotta Gamba, Vincenzo Grassi, Enrico Elia Inserra, Ilaria Martinelli, Michele Enrico Montesano, Luca Nencetti, Elena Orsini Baroni, Davide Panizza, Sofia Panizzi, Diego Parlanti, Eros Pascale, Evelina Rosselli, Caterina Rossi, Giovanni Scanu, Lena Sebasti

Allievi registi Andrea Lucchetta, Luigi Siracusa

Training e movimenti Marco Angelilli

Scena Francesco Mari

Costumi Maria Sabato

Suono Hubert Westkemper

Luci Marco Alba

Foto Tommaso Le Pera

Assistente alla regia Tommaso Capodanno

Direttore di scena Alberto Rossi

Sarta di scena Katia Marcanio

Sartoria Il costume @

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