Kafka e la bambola viaggiatrice

Kafka (postino) e la bambola-bambina

Gradualmente ci riabituiamo alle sale senza posti inagibili, si spera definitivamente.

E questo non è che un frammento di una progressiva “riabilitazione relazionale”, quantomai necessaria. Lentamente riabituarsi ad avere l’altro gomito a gomito non è cosa banale, è una conquista, per ogni età e soprattutto per i più giovani. Per questo la sala del Teatro India di Roma gremita di adulti e bambini seduti vicini, sa di gioia. Quello che si dice “teatro-ragazzi” (come se ci fosse un teatro-adulti, un teatro-anziani?) non è che una chiave straordinaria di relazione tra le generazioni. Un appuntamento di condivisione, un viaggio comune, tra chi ha la vita tutta da scrivere, e chi in parte ne conosce già la trama. E questo è Kafka e la bambola viaggiatrice, l’ultima creatura del Teatro delle Apparizioni di Fabrizio Pallara, prodotta con CSS Teatro Stabile d’innovazione del Friuli Venezia Giulia.

Si dice – a dirlo è la compagna dello scrittore tedesco, Dora Diamant – che Franz Kafka, negli ultimi mesi della sua vita abbia incontrato una bambina, per caso, sulla panchina di un giardino pubblico berlinese. Ecco: l’appuntamento tra generazioni. Questa bambina, Elsie, piangeva disperata perché aveva perso la sua bambola. Ogni età ha le sue perdite e i suoi dolori, e questo a volte lo si dimentica. Non resistendo alla spinta di placare quel lutto bambino, Kafka si presenta come «postino delle bambole», e rassicura la piccola che no, non è perduta la sua bambola, è solo partita per un viaggio. Lui lo sa, perché ha ricevuto una lettera che, in quanto postino, le recapiterà. Inizia da qui un tenerissimo carteggio, ventuno giorni di lettere scritte la notte, con affettuosa urgenza di cancellare nella bambina il senso d’abbandono e la tristezza. E immagina che Brigida, è questo il nome della bambola, scriva ogni giorno da un posto diverso del mondo, ora da Parigi, o da Londra o dalla lontana Africa. Il gioco funziona, Elsie, non più triste, aspetta ogni giorno che il buffo signor postino-delle-bambole arrivi con una lettera per lei.

Kafka e la bambola viaggiatrice
Kafka e la bambola viaggiatrice 

Per questo adattamento, tratto dall’omonimo (spagnolo) romanzo di Jordi Sierra i Fabra, Pallara costruisce una messinscena raffinata e semplice, poche foglie per terra e evocare l’autunno, una panchina, un fondale su cui prendono forma i viaggi con delicati contorni d’inchiostro (le immagini video sono di Massimo Racozzi), quello stesso inchiostro che a Franz, i cui panno vengono vestiti da Valerio Malorni, serve per scrivere. Una parete, questo fondale, che si dissolve mostrando un interno di casa, illuminato appena, spazio condiviso con la presenza complice della moglie Dora, complice premurosa interpretata da Desy Gialuz.

I bambini e le bambine sanno quanto profondo può essere il rapporto con una bambola, e sulla scena si ritrova questa prodigiosa confidenza: sulla panchina del giardino pubblico di Berlino sta seduta Elsie, una Elsie che ha le fattezze di bambola. È commovente: sulla scena Malorni, con una pulitissima goffaggine che lo alleggerisce senza mai allontanarlo dall’emozione profonda, guarda gli occhi vuoti di una bambola che, manovrata a vista dalla stessa Gialuz, si accende, piange, ride, ascolta curiosa, in una relazione che è indubbiamente vera, viva. Il mappamondo gira e il tempo di questo viaggio che è avventura e crescita, vola e ci trascina nella meraviglia.

È stupore silenzioso e attento. Un viaggio condiviso.
Una bimba accanto a me chiede alla mamma: «Ma quando torna Brigida, la “bambola vera”?». E la mamma: «Chissà…». Sorride.



Kafka e la bambola viaggiatrice
tratto dal romanzo Kafka y la muñeca viajera di Jordi Sierra i Fabra
adattamento e drammaturgia Valerio Malorni e Fabrizio Pallara
regia Fabrizio Pallara con Desy Gialuz e Valerio Malorni
immagini video Massimo Racozzi
scene e costumi Fabrizio Pallara e Luigina Tusini
luci Fabrizio Pallara e Simone Spangaro
ideazione e costruzione bambola Ilaria Comisso
organizzazione Silvia Parlani
foto di scena Daniele Fona
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG con teatrodelleapparizioni

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