Hopper Mode: da spettatori a personaggi

Dal 30 novembre al 4 dicembre 2022 al Teatro Trastevere in Roma è andato in scena lo spettacolo Hopper Mode, opera sperimentale realizzata da Marco Andreoli, con la regia di Antonio Sinisi. Interpreti: Almerico Cavallo, Antonio Ciaffone, Cecilia De Angelis, Eleonora Presta, Erica Fusini, Federica Fidaleo, Federico Paci, Gabriele Passaro, Roberto Biocco, Simone Di Pascasio e Valentina Di Odoardo.

La storia rappresentata è stata allestita in una serie di scene come rappresentazione di quadri di Edward Hopper: gli attori e gli ambienti sono infatti ispirati ad opere del pittore americano.

Nato a Nyack nel luglio del 1882, Hopper ha esercitato ed influenzato la pittura americana fino alla metà del secolo scorso. Esponente del realismo americano, ha creato opere di una umanità unica. Le sue donne, i suoi uomini, i suoi paesaggi e soprattutto i suoi interni parlano all’osservatore in maniera profondissima. Non c’è bisogno di commentare un quadro di Hopper: il suo messaggio arriva potente e immediato a qualsiasi persona, anche ai più piccoli.

Hopper rappresentava realisticamente ambienti e situazioni di tutti i giorni. Scegliere, quindi, di allestire uno spettacolo ispirandosi a opere di Hopper produce un duplice risultato: fa immergere lo spettatore nell’ambiente nell’America dei primi decenni del Novecento e cerca di “incarnare” i suoi quadri. L’osservatore penetra così nel quadro, e automaticamente viene a far parte dell’opera stessa.

La scenografia è essenziale nello spettacolo: cornici vuote che servono sia a far da sfondo per la vicenda che per ricordare che gli attori sono parte di un quadro vivente. Gli attori naturalmente sono abbigliati come nei dipinti del pittore americano. Pochi gli oggetti in scena e sempre ricollegati a Hopper, come la sdraio e la lampadina. Le luci sono anch’esse essenziali e servono soprattutto a sottolineare le figure che si muovono sul palcoscenico. La musica è ambientale, sottofondo e brani dell’epoca. Tutto per richiamare e il contesto.

L’azione si svolge su tre piani: il palcoscenico, la base del palcoscenico e i tre lati della platea, al fine di dilatare lo spazio scenico. Gli attori stessi si occupano dei cambi scena. Spostano gli oggetti per cambiare la prospettiva e permettere allo spettatore di essere parte attiva della storia, entrando attivamente e percependo i punti di vista dei protagonisti.

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