Orbita al Quarticciolo: Compagnia Abbondanza Bertoni e Spellbound

La sera del 21 gennaio il Teatro Biblioteca Quarticciolo, nell’ambito di Orbita stagione di danza 2023,  ospita tre performance tutte al femminile. Ad aprire la serata è l’assolo di Antonella Bertoni, interprete e co-autrice con Michele Abbondanza di C’è vita su Venere. Al centro del palcoscenico, una poltrona verde dalla quale spuntano due gambe femminili, presumibilmente di un manichino, divaricate: è la donna oggetto, arredo tuttofare dell’ambiente domestico.

Una performance di teatro-danza energica, grottesca e ironica che vuole provocare lo spettatore  mostrandogli, uno a uno, gli stereotipi ancora oggi, purtroppo, cuciti sul corpo femminile. Per quasi tutto l’assolo l’interprete indossa una maschera da gallina. La prima danza di Bertoni è una parodia del balletto classico: vorrebbe essere aggraziata ed elegante, ma è solo una gallina che gioca a fare il cigno.

A un certo punto un uovo cade dall’alto, la musica classica si ferma, la donna-gallina prende l’uovo, lo posa sulla poltrona e la scena si riempie di una musica esplosiva. Per buona parte dello spettacolo l’uovo sarà sulla poltrona e la donna dovrà covarlo mentre è intenta a svolgere, in modo sempre più concitato e a tratti compulsivo, varie attività domestiche.

In un’esplosione di rosa lo spettatore scopre che la poltrona contiene innumerevoli oggetti: asse da stiro, lacca per capelli, tablet e molti altri strumenti rigorosamente rosa e riconducibili al mondo femminile tramandato da una lunga tradizione mediatica.

Antonella Bertoni danza con ironia utilizzando questi oggetti, per poi abbandonarli, sparsi sul palcoscenico. Presto l’entusiasmo e la vitalità si esauriscono lasciando l’interprete «circondata dai resti del suo agire». A questo punto la donna smette di essere gallina, mostra il suo volto e con esso le sue fragilità.

Da questa fase di smascheramento approdiamo all’ultima “metamorfosi”, non più una gallina, ma nemmeno una donna fragile. Le gambe del manichino, che prima erano divaricate sotto la poltrona, ora divengono stampelle per dare sostanza a un nuovo essere che si muove a quattro gambe tra gli oggetti rosa che sembra non riconoscere più. Una trovata scenica di grande impatto proprio perchè estremamente semplice. Antonella Bertoni costruisce questo nuovo essere con l’eleganza e la maestosità degli elefanti di Salvador Dalì. Siamo giunti su un altro pianeta e in un nuovo avvenire dove quest’affascinate creatura passeggia tra le rovine di vite passate.

C’è vita su Venere di Abbondanza/Bertoni

Dopo un breve intervallo è la volta dei due lavori del coreografo Mauro Astolfi: Unknown woman e Trust.

Unknown Woman è un assolo interpretato da Maria Cossu. Qui «il coreografo e la danzatrice si scoprono a vicenda per rendersi conto di essere ancora due reciproci sconosciuti». La performance, infatti, è il racconto della relazione artistica ventennale fra Astolfi e Maria Cossu. Il palcoscenico è completamente spoglio, ad animarlo vi è il solo corpo della danzatrice. È una performance intima e travolgente, lo spettatore è guidato alla scoperta di questa storia muta fatta di stima e affetto fra due grandi artisti.

Trust, invece, è un duetto interpretato da Maria Cossu e da Giuliana Mele. La performance si apre con una danza senza musica. Lo spettatore, seduto nella piccola platea del Teatro Biblioteca Quarticciolo, è guidato dal respiro delle interpreti e le segue alla scoperta delle intime dinamiche di questa relazione. Le due donne, ora accompagnate dalla musica, devono imparare a conoscersi e per farlo si esplorano in una sempre mutevole dinamica gestuale.

È un rapporto estremamente fisico, i due corpi sono uno attratto dall’altro, si toccano e si intrecciano in una dolce danza dove il corpo dell’altro può divenire nascondiglio da sé stessi o più semplicemente supporto per emergere e liberarsi.

La performance è la costruzione di una relazione che mira a saldarsi mediante la fiducia e il reciproco ascoltarsi, è un partire da sé stessi per conoscere l’altro e divenire due entità capaci di danzare al ritmo di un unico respiro. Tutti e tre le performer hanno salutato un pubblico entusiasta che si è riscoperto nelle complesse dinamiche proposte in scena.

Trust di Spellbound Contemporary Ballet

C’è vita su Venere

Di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni

Con Antonella Bertoni

Disegno luci Andrea Gentili

Elaborazioni sonore Orlando Cainelli

Tecnico di tournée Claudio Modugno

Maschera e oggetti di scena Nadezhda Simenova

Abito Chiara Defant

Organizzazione, strategia e sviluppo Dalia Macii

Amministrazione e coordinamento Francesca Leonelli

Ufficio stampa Susanna Caldonazzi

Comunicazione Francesca Venezia

Unknown Woman

Coreografia Mauro Astolfi

Con Maria Cossu

Assistente alla coreografia Alessandra Chirulli

Disegno Luci Marco Policastro

Costume Anna Coluccia

Musiche AAVV

Trust

Coreografia e regia Mauro Astolfi

Assistente alla coreografia Alessandra Chirulli

Con Maria Cossu, Giuliana Mele

Light Design Marco Policastro

Musiche AAVV

Costumi Anna Coluccia

Una produzione Spellbound con il contributo di MIC

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