Il gabbiano: il dramma di Čechov per la regia di Filippo Dini

Una casa sul lago, la tanto amata estate della Russia ottocentesca, un gruppo di persone che mette a nudo le proprie fragilità: al Teatro Argentina di Roma, è andato in scena dal 7 al 18 gennaio Il gabbiano di Anton Čechov, con la regia di Filippo Dini.
Durante l’entrata in sala del pubblico, una donna è seduta sul palcoscenico, a terra davanti a un cupo paesaggio lacustre che ricorda un quadro di Caspar Friedrich. Indossa una semplice salopette di jeans, alle sue spalle c’è un grande telo bianco appeso. Dalla platea entra un uomo, cantando, facendo domande al pubblico. Sono i personaggi di  Maša e Semen Semenovič Medvedenko a dare dunque il via a Il gabbiano, nella versione di Filippo Dini.
Andato in scena per la prima volta –inizialmente senza riscuotere successo – nella San Pietroburgo del 1895, l’opera cominciò la sua vera ascesa con la nuova versione solo anni dopo, grazie alla regia di Stanislavskij,
diventando uno dei lavori più conosciuti di Anton Čechov: non solo in prosa, nei teatri di tutto il mondo, ma anche in danza, nella versione coreografata da Maya Plisetskaja del 1974. Nina, Kostantin, Trigorin, Irina, sono solo alcuni dei nomi che risuonano da più di un secolo nelle orecchie degli spettatori.  
Al Teatro Argentina, Filippo Dini (regista ed interprete del personaggio dello scrittore Trigorin), porta in scena uno spettacolo che rimane fortemente fedele al dramma originale, seppur con numerosi spunti di contemporaneità, dai costumi alle soluzioni di regia: basti pensare allo spettacolo che Kostantin (Giovanni Drago) presenta alla famiglia durante il fine settimana nella villa sul lago, qui trasformato in una videoproiezione in cui vediamo Nina (Virginia Campolucci) recitare in giro per le strade della Roma di oggi, con indosso una tuta spaziale gialla e una maschera antigas.
La trama, qui rappresentata in abiti moderni, è fedele all’originale: dal dramma interiore di Kostantin, alla freddezza di sua madre Irina, dai sogni di Nina alla crudezza del disincanto di Maša, lo spettacolo porta in scena il  nutrito gruppo di personaggi che si ritrovano nella villa sul lago, e che, a poco a poco, metteranno in luce tutte le loro fragilità, tutte le sfaccettature umane. Nina, interpretata da Virginia Campolucci, si presenta in scena con uno stile rock, fatto di anfibi e giacche in pelle, senza rinunciare alla sua anima sognatrice di aspirante attrice. Allo stesso tempouesta messa in scena appare sotto pressione nel suo lavoro di scrittore, insoddisfatto della vita che conduce, in particolar modo nel magistrale monologo interpretato dallo stesso Filippo Dini. Una nota di merito va sicuramente anche a Giuliana De Sio, che impersona, senza appesantirlo, tutto il distacco di Irina, la madre di Kostantin, tanto presa da sé stessa da non rendersi conto del dramma che sta attraversando il figlio.
L’esecuzione di Skyfall di Adele da parte
di Maša (Enrica Cortese), crea un suggestivo salto temporale tra il terzo e quarto atto, sottolineando l’amalgamarsi di tradizione e innovazione, in uno spettacolo che si pone perfettamente a metà tra classico e contemporaneo. E sarà proprio nell’ultimo atto che il gruppo si ritroverà a fare i conti con le proprie vite, con il proprio destino, in un rigido inverno in cui il frinire delle cicale della tanto attesa estate russa è ormai solo un lontano ricordo.


Il gabbiano

di Anton Čechov
traduzione Danilo Macrì
regia Filippo Dini
con (in o.a.) Virginia Campolucci, Enrica
Cortese
, Giuliana De Sio, Gennaro Di Biase,
Filippo Dini, Giovanni Drago, Angelica Leo,
Valerio Mazzucato, Fulvio Pepe, Edoardo Sorgente
regia della scena lo spettacolo di Kostja Leonardo Manzan
dramaturg e aiuto regia Carlo Orlando
scene Laura Benzi
costumi Alessio Rosati
luci Pasquale Mari
musiche Massimo Cordovani
foto e video Serena Pea
produzione TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di
Bolzano
, Teatro di NapoliTeatro Nazionale
si ringrazia per la preziosa collaborazione Fabbro Lamecca Design


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