Storia del mare: un viaggio mitico

Venerdì 13 febbraio 2026 all’Auditorium Parco della Musica – Sala Ospiti, in
occasione dell’Un Solo Mare Festival, è andato in scena il monologo Storia del
mare
, condotto dallo storico e divulgatore Alessandro Vanoli, autore anche del
libro omonimo edito da Laterza.

L’autore ha trasportato il pubblico in una storia umana millenaria e affascinante,
quella del mare: principio di vita e protagonista della storia dell’uomo, fino ai
suoi albori. Tutto infatti ha avuto inizio dal mare e su di esso l’uomo ha
percorso le vie che lo hanno portato alla conoscenza e per mezzo di lui la civiltà
si è evoluta ed ha percorso tutti i punti della terra. Molti sono i viaggiatori che
hanno attraversato il mare, dai Fenici, ai Greci con le loro colonie, fino ad
arrivare ai giorni nostri con le navi.

In principio era l’acqua, inizio lontano e caotico…

Per millenni il mare ha funzionato come una grande via di comunicazione,
collegando diverse popolazioni attraverso scambi commerciali sia positivi
(come il commercio attivo) che negativi (come la tratta degli schiavi).

Vanoli, nel suo excursus, ha menzionato personaggi memorabili protagonisti di
grandi epoche storiche come Plinio il vecchio, Marco Polo e questa sua
narrazione ha presentato alcune somiglianze con lo stile utilizzato da Franco
Battiato
, ossia quel ricordare momenti storici come istantanee di un tempo
lontano per portarlo in un tempo presente.

Lo storico ha concluso il suo intervento con un monito sull’inquinamento e sulla
responsabilità umana, perché noi non abbiamo restituito al mare tutti i tesori che
ci ha dato nei millenni, ma anzi…

Per rafforzare questo concetto, in chiusura, l’autore ha citato Douglas Adams
con Addio e grazie per tutto il pesce! dalla sua Guida Galattica per
Autostoppisti (1979)
. Nel racconto i delfini, che sono i protagonisti,
abbandonano la Terra poco prima che questa venga distrutta e ironizzano
sull’essere umano.

In conclusione, Storia del mare è una fiaba incredibile capace di far sognare il
suo ascoltatore e farlo “traghettare” rievocando magia, storia e soprattutto
facendo ragionare il cervello, muscolo purtroppo oggi addormentato, affinché in
generale si rispetti il rapporto uomo-natura.

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