Per una donna: un’intima confessione a sé stessa sul palcoscenico del Teatro Belli

Cara me, ti scrivo perché sei una persona intelligente, anche se non hai la laurea”. Al Teatro Belli di Roma, va in scena dal 13 al 15 marzo Per una donna, uno spettacolo di Letizia Russo, diretto da Paolo Zuccari, che vede protagonista Marika Murri.

Su un palcoscenico arredato solamente con una scrivania e una sedia, fa il suo ingresso una donna. È in pigiama, porta un vassoio. Si siede, e si mette a far colazione. “Roma, 13 marzo 2026”. Ha inizio così la lettera che la protagonista, di cui non sappiamo il nome, scrive a sé stessa. La sua è infatti un’identità ormai scissa, con cui sta cercando i fare i conti: da una parte c’è suo marito, la certezza di un matrimonio convenzionale, la sicurezza di un amore duraturo. Dall’altra, c’è quell’incontro occasionale con una donna conosciuta per caso, con cui ha consumato una fugace e passionale storia, e da cui sono nati tanti dubbi.

Attraverso il magistrale monologo di Marika Murri, lo spettatore entra nel vivo della mente della protagonista, della sua doppia personalità, delle sue riflessioni e dei suoi impulsi. In uno spazio quasi vuoto, nessun altro personaggio fisico: il conflitto è solo con sé stessa. La recitazione di Murri mette in luce con naturalezza la confessione che la protagonista fa a sé, e, di conseguenza, ai suoi spettatori, attraverso cambi di tono e di espressione che enfatizzano l’azione. Dalla pacatezza nel ripercorrere la storia con suo marito, alla sensualità nel descrivere l’incontro con la donna, tutto contribuisce al viaggio nella mente di una donna che sta facendo i conti con i suoi quarant’anni.

Per quarant’anni te ne sei stata al buio, un giorno arrivi e cammini al posto mio”, sono alcune delle parole che la protagonista scrive all’altra sé. Con estrema naturalezza, il personaggio si scinde, si sdoppia, diventa ora l’una ora l’altra – trasformando il monologo in uno pseudo dialogo –, e, all’occorrenza, anche incarnando ulteriori personaggi non presenti, se non nei suoi pensieri: arriva perfino a tentare di farla finita, infilandosi in un grande secchio dei rifiuti e cospargendosi di alcool, in un’immagine dal sapore beckettiano.

Giocano un ruolo cruciale anche le convenzioni sociali a cui è sottoposta, come tutti, questa donna, convinta di non essere intelligente, solo perché non laureata, e che timidamente specifica che non ha avuto figli. E infine, il grande dilemma: rimanere con il marito o lasciarsi travolgere dalla passione con la sua amante? Abbracciare la confortevole vita matrimoniale o buttarsi sulla via apparentemente più “scomoda”?

Per una donna è uno spettacolo che analizza l’animo femminile nel profondo, prendendo a modello una persona comune, una donna di quarant’anni, e un evento che le ha stravolto l’apparentemente tranquilla vita. La regia di Paolo Zuccari accende i riflettori su di lei, sui suoi continui pensieri e i suoi timori, in un monologo in cui la protagonista si confessa apertamente con sé stessa e con il pubblico, in un vortice in continuo crescendo, momento dopo momento, fino alla liberatoria risata finale sulle note di Ça plane pour moi di Plastic Bertrand.


Per una donna

di Letizia Russo

con Marika Murri

regia Paolo Zuccari

scene Paola Castrignanò

costumi Lucia Mariani

produzione La Fabbrica dell’Attore

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