Powaqqatsi: musica, equilibrio e umanità

Mercoledì 16 settembre 2026 all’Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia, in occasione del RomaEuropa Festival, è andato in scena lo spettacolo d’avanguardia The Philip Glass ensemble: Philip Glass – Godfrey Reggio della compagnia statunitense The Philip Glass Ensemble.

La PGE è stata fondata a New York nel 1968 da Philip Glass, uno dei padri della minimal music, e riunisce tutti grandi musicisti e professionisti internazionali, con lo scopo di dare vita alla musica sperimentale e visionaria di Glass.

L’ambiente è scarno e semplice: sulla scena sono presenti sedie, strumenti tra cui sintetizzatori, tastiere, percussioni e flauti. Sullo sfondo un grande schermo su cui è stato proiettato il film Powaqqatsi (1988, Godfrey Reggio).

Powaqqatsi è un documentario senza voce, dove viene raccontata l’umanità, l’ambiente, il cambiamento, la globalizzazione, ma anche approfondito il rapporto uomo-natura.

Il film fa parte di una trilogia, sempre ideata e diretta da Reggio e musicata da Philip Glass, la cosiddetta trilogia Qatsi: Koyaanisqatsi: Life out of balance (1982), Powaqqatsi: Life in transformation (1988) e Naqoyqatsi: Life as war (2002). Qatsi in lingua hopi, lingua uto-azteca, significa “vita”.

Le musiche originali sono tutte firmate da Philip Glass, che ne possiede la paternità, mentre la PGE ne cura l’esecuzione dal vivo, portandole in tour sui palchi di tutto il mondo.

Le musiche spaziano da forti atmosfere epiche, come le tre parti di Anthem, ad atmosfere etniche sognanti; esempi chiave sono Train to São Paulo e New Cities in Ancient Lands (China, Africa, India). Per portare lo spettatore in quei luoghi remoti e paesaggi magici, il compositore ha utilizzato strumenti etnici tradizionali di quei luoghi. Strumenti a fiato, percussioni e flauti sudamericani, africani e anche strumenti a corda.

La seconda parte di Anthem è stata utilizzata anche in The Truman Show (1998, Peter Weir), sempre con le musiche dirette da Glass, assieme a Burkhard Dallwitz.

L’impressione che si avverte in sala è quella di un mix bilanciato tra estraniamento, calma, potenza, raccoglimento e meditazione… una sorta di sturm und drang.

Le immagini trasmesse sono toccanti, tutte di un enorme impatto emotivo, raccontano quotidianità con donne, uomini, bambini, anziani, gente che vive in luoghi forse per l’epoca remoti, ma in verità vicini e “fratelli”. Ben miscelato il confronto tra Oriente ed Occidente, con panoramiche sulle città e megalopoli.

In sala si è creato un effetto di forte estraniamento, dovuto all’evidente contrasto tra le realtà del cosiddetto “Terzo Mondo”, protagoniste del documentario, e la platea benestante dell’Auditorium. Il risultato è una vera riflessione di vita, uno sguardo davvero importante su chi è meno fortunato e un invito alla solidarietà e sostenibilità verso l’ambiente.

Le musiche, con gli archi e le forti percussioni, riescono benissimo a raccontare e a far capire attivamente allo spettatore il rapporto complesso tra uomo e natura; un “odi et amo” fatto di tutela e sfruttamento continuo. Interessanti le parti dedicate all’Africa, Cina e India: riescono a dialogare più delle semplici parole. Gli strumenti, come pennelli, colorano questa tavolozza fatta di colori, culture, edifici, templi… il pubblico entra in quei luoghi, quasi ipnotizzato e incantato da quegli aromi mitici e mistici.

Powaqqatsi è anche uno spunto di riflessione sull’attuale (e urgente) problema del cambiamento climatico, che troppo spesso è preso sottogamba e non considerato oggetto di lotta.

In conclusione, The Philip Glass ensemble: Philip Glass – Godfrey Reggio è un invito ad un’analisi collettiva sulle condizione umane, ambientali e una sorta di “preghiera” che riesce in maniera perfetta a far uscire il pubblico dalla sala con più domande che risposte; una bella occasione per apprezzare ciò che si ha ed essere parte del cambiamento.
La PGE riesce a raccontare e restituire fedelmente e in maniera coerente la visione innovativa del loro Maestro Philip Glass, non alterando inoltre i messaggi e le firme del regista visionario Godfrey Reggio.

Crediti:

Michael Riesman (direttore musicale, tastiera)

Lisa Bielawa (voce, tastiera)

Peter Hess (sassofoni)

Ryan Kelly (audio in scena)

Mick Rossi (percussioni)

Sam Sadigursky (sassofono, flauto)

Andrew Sterman (flauto, ottavino, sassofono)

Frank Cassara (percussioni)

Feico Deutekom (tastiera)

Pascal Meyer (tastiera)

Laura Sandee (tastiera)

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