Perché la danza? Perché è dal vivo. Intervista a Danila Blasi

Il decreto firmato lo scorso 17 maggio ha dato il via libera per l’apertura dei teatri su tutto il territorio a partire dalla metà del mese di giugno, sia per le manifestazioni all’aperto sia per gli eventi nei luoghi chiusi, mantenendo sempre le distanze e le misure di sicurezza dettate dai protocolli anti Covid-19. Abbiamo chiesto a Danila Blasi – vicepresidente dell’AIDAP-Federvivo, direttrice artistica e organizzatrice di festival, disegnatrice luci, attenta osservatrice e appassionata di danza contemporanea e molto altro ancora – di riflettere con noi sulla situazione pre/post quarantena, sugli aspetti produttivi della danza in Italia e sulla riapertura dei teatri.

Riflessioni sul teatro in quarantena. Intervista a Gabriele Vacis

Nello scenario che segue la chiusura dei teatri e paventa una ripresa delle attività di spettacolo in un contesto di completa incertezza sull’andamento dell’epidemia di Covid-19, sull’attuazione dei protocolli di sicurezza, sulla sopravvivenza dei lavoratori del settore e la re-invenzione di un linguaggio, Gabriele Vacis ci ha parlato della sua personale proposta di riapertura, di presenza, inclusione, interazione, contenuto e cura.

Riflessioni sul teatro in quarantena. Intervista a Simone Pacini

«Com’è cambiato il linguaggio della comunicazione con l’avvento del 2.0? In che modo esso ha influenzato quello delle arti performative? E, dato che è scritta proprio nel nome, come si è modificata, di conseguenza, la relazione con il pubblico “digitale”?».
Riflettendo sulla comunicazione al tempo dei social network, Simone Pacini, autore del blog #fattiditeatro e consulente di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale, propone un resoconto dei suoi progetti figli dell’epidemia, #Amukinamonamour e #AmukinaWorld.

Riflessioni sul teatro in quarantena. Intervista a Rosita Volani

Per meglio comprendere il meccanismo che regola le produzioni teatrali, abbiamo intervistato Rosita Volani, direttrice artistica di Olinda onlus, un’impresa culturale con l’obiettivo di trasformare l’Ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano, in uno spazio di vita culturale partecipata, in un luogo di cura della persona, di inclusione sociale. Ma Olinda è anche una delle città invisibili di Italo Calvino. Città invisibili, rese visibili dalla scrittura e rese abitabili dal teatro. Nelle nostre città abitate da volti in maschera, il teatro afferma la sua presenza nella creazione di altri mondi possibili, nell’immaginario e nella realtà. Il progetto culturale TeatroLaCucina si inserisce in una prospettiva creativa, trasformativa del reale. Ci chiediamo in che modo sarà possibile dare continuità ai progetti di residenza artistica, ai laboratori teatrali, al festival di teatro Da vicino nessuno è normale, in che modo sarà possibile ri-fondare città.

Riflessioni sul teatro in quarantena. Intervista a Roberta Scaglione

«Chi eravamo fino a un minuto fa? Dobbiamo tentare di rispondere inquadrando il passato recente che ci definisce e determina, cosa succede poi con l’emergenza sanitaria e l’alzata del sipario rosso sulla fragilità dell’impresa culturale e della sua mancanza di norme specifiche». Roberta Scaglione, co-fondatrice assieme a Claudia Di Giacomo della società PAV, traccia un percorso di riflessione sulle nuove tensioni della realtà produttiva, promozionale e di management culturale alla luce dell’emergenza sanitaria.

Mai più messa da parte!

Lunedì 18 maggio a piazza San Giovanni a Roma, il flashmob organizzato dal collettivo artistico Spin Off per dar voce alla Cultura #messadaParte in questo complesso momento di emergenza.

(foto di Matteo Nardone)

Decreto Rilancio e oltre

L’avviso di assegnazione dei contributi per le realtà extra FUS, la diffusione del Verbale del Comitato Tecnico Scientifico ed ora l’integrazione dei provvedimenti per il settore del Decreto Rilancio, aprono la discussione sull’adeguatezza, soprattutto di lungo periodo, della logica del sostegno e sulla possibilità e modalità di ripresa dell’attività