«Teatri vuoti e inutili potrebbero affollarsi»

In ottemperanza al nuovo DPCM del 24 ottobre 2020, i teatri vengono nuovamente chiusi e insieme a loro le sale da concerto, quelle cinematografiche, di danza e tutte le altre attività performative, bloccata ogni manifestazione del reparto dello spettacolo in spazi al chiuso o all’aperto. Ma non è questo il momento di stare in silenzio

La ruvida poesia di uno Scannasurice

Il testo giovanile di Enzo Moscato, diretto da Carlo Cerciello torna a Roma dopo aver raccolto successi in Italia e all’estero per oltre cinque anni. Imma Villa veste i panni di un femminiello in modo crudo e delicato, racconta e vive una Napoli suburbana.

Perché la danza? Perché è dal vivo. Intervista a Danila Blasi

Il decreto firmato lo scorso 17 maggio ha dato il via libera per l’apertura dei teatri su tutto il territorio a partire dalla metà del mese di giugno, sia per le manifestazioni all’aperto sia per gli eventi nei luoghi chiusi, mantenendo sempre le distanze e le misure di sicurezza dettate dai protocolli anti Covid-19. Abbiamo chiesto a Danila Blasi – vicepresidente dell’AIDAP-Federvivo, direttrice artistica e organizzatrice di festival, disegnatrice luci, attenta osservatrice e appassionata di danza contemporanea e molto altro ancora – di riflettere con noi sulla situazione pre/post quarantena, sugli aspetti produttivi della danza in Italia e sulla riapertura dei teatri.

Riflessioni sul teatro in quarantena. Intervista a Gabriele Vacis

Nello scenario che segue la chiusura dei teatri e paventa una ripresa delle attività di spettacolo in un contesto di completa incertezza sull’andamento dell’epidemia di Covid-19, sull’attuazione dei protocolli di sicurezza, sulla sopravvivenza dei lavoratori del settore e la re-invenzione di un linguaggio, Gabriele Vacis ci ha parlato della sua personale proposta di riapertura, di presenza, inclusione, interazione, contenuto e cura.

Riflessioni sul teatro in quarantena. Intervista a Simone Pacini

«Com’è cambiato il linguaggio della comunicazione con l’avvento del 2.0? In che modo esso ha influenzato quello delle arti performative? E, dato che è scritta proprio nel nome, come si è modificata, di conseguenza, la relazione con il pubblico “digitale”?».
Riflettendo sulla comunicazione al tempo dei social network, Simone Pacini, autore del blog #fattiditeatro e consulente di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale, propone un resoconto dei suoi progetti figli dell’epidemia, #Amukinamonamour e #AmukinaWorld.