«Se non posso ballare, allora questa non è la mia rivoluzione»

Parole di Emma Goldman, considerata la prima anarcofemminista della storia, che Roberto Castello cita, fra i tanti, sul palcoscenico gestito dal collettivo Spin Off, nell’ultima tappa (9 novembre) della tournée romana di Mbira. Lo spettacolo, che è stato annunciato con una conferenza stampa last-minute negli spazi occupati dello Spin Time Labs, chiude il suo viaggio nella Capitale proprio dal suo punto di partenza, dopo il Nuovo Cinema Palazzo, il Circo Rosso/238 Hangar delle arti e il Teatro Biblioteca Quarticciolo, con la produzione di ALDES e il sostegno del MIBAC, della Regione Toscana e del Romaeuropa Festival.

«Sei stato bravo a resistere. Fai così. Sbaglia sempre per conto tuo» DNAppunti coreografici 2019

DNAppunti coreografici è uno dei focus proposti dal REf per dare spazio alla nuova danza d’autore dei giovani artisti emergenti, in scena mercoledì 30 ottobre al Teatro 2 dell’ex Mattatoio di Testaccio.
Fra i semifinalisti di quest’anno Matteo Marchesi con Run(a)way, Maya Oliva con Bolero, Gianfrancesco Giannini con Cloud e il Collettivo M_I_N_E con Venus – esercizi per un manifesto poetico, vincitori di questa edizione.

Quando non si è contenti si farebbe bene a ballare

«Mbira»: un progetto fuori dal coro, presentato nel quadro della 34° edizione di Romaeuropa Festival. Ne hanno parlato a Spin Time Labs, nel corso di una conferenza stampa dal titolo «Milano Roma Maputo… e ritorno», Roberto Castello con Alessandra Moretti di ALDES, assieme all’assessore del III municipio Christian Raimo, Valentina Marini del Teatro Biblioteca Quarticciolo, Daniele Martinis dell’ora “Ex” Nuovo Cinema Palazzo (il cui nome cambia ironicamente dopo l’ennesimo, recentissimo, tentativo di sgombero) e Dario Aggioli del collettivo Spin Off, che gestisce la programmazione teatrale dell’auditorium di Spin Time Labs.

Settanta quadri d’amore in un’epoca di violenza

Nell’ambito di Romaeuropa Festival, va in scena all’Auditorium Parco della Musica, lo spettacolo Furia della coreografa Lia Rodrigues con la drammaturgia di Silvia Soter. La pièce è prodotta dal Théatre national de la dance – Chaillot e creata in stretta collaborazione con i danzatori dell’Art center della favela di Marè di Rio de Janeiro.